Campetto 8A
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- Unesco: NO
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- Referente:
- Primo sabato del mese: NO
- Secondo sabato del mese: NO
- Terzo sabato del mese: NO
- Quarto sabato del mese: NO
- Prima domenica del mese: NO
- Terza domenica del mese: NO
- Eventi il primo week-end del mese: NO
- Eventi il terzo week-end del mese: NO
Altre informazioni
Scheda
Adiacente allo scomparso palazzo Spinola Doria e dominante pressoch? tutto campetto, il palazzo fu costruito intorno al 1560 per Gio. Vincenzo Imperiale da Gio. Batta Castello il Bergamasco e subito dopo ampliato verso Soziglia su progetto di Andrea Ansaldo.
Inserito dal 1576 nella prima lista dei rolli con gli eredi del qm. Vincenzo, vi rimase fino a quella del 1664.
Da quando, nel 1584, Gio. Giacomo Imperiale (doge nel 1617-1619) apr? la nuova "strada imperiale" a Scurreria la Nuova, una piccola parte della facciata ?, assieme al portale, visibile da piazza San Lorenzo secondo una prospettiva non prevista dal Castello, che immagin? una sontuosa facciata per rispondere ad una visuale di scorcio e di sotto in su.
L'atrio "si apre totalmente con quattro arcate verso il cortile: pilastri sorreggono gli archi, in analogia a quanto avvenne nel palazzo di Agostino Pallavicini in Strada Nuova".
Centrato su una corte quadrata con solo due campate per lato, il palazzo, che l'Anonimo nel 1818 defin? immenso, si sviluppa "su scale affacciate a logge diversamente orientate in inediti svolgimenti di spazi.
Ignorato da Rubens, il palazzo fu danneggiato dal bombardamento navale del 1684 e, forse in seguito, sopraelevato di un piano.
Un esercizio commerciale occupa oggi interamente il pianterreno cos? che lo scalone ? accessibile da un ingresso secondario.
Gli ambienti interni conservano al piano terreno affreschi di B. Castello e di Luca Cambiaso sulle "Nozze di Psiche", ma al secondo piano vi era anche un celebre duello fra L. Cambiaso e G. B. Castello sulle "Storie di Cleopatra", a suo tempo seguite da B. Castello e D. Piola.
Anche la scala originale ? affrescata con fini grottesche e adorna di bei portali con busti marmorei.
Suddiviso gi? nel XIX in appartamenti da pigione, brutalmente spogliato da abbandoni bellici al suo interno ? ancora possibile ammirare un camino monumentale e si percepisce, ancora forte e immuginifica, la presenza del Bergamasco.